Centro Francesco Saverio Pavone
Il centro pavone

Centro di documentazione e ricerca sulla criminalità organizzata in Veneto

Il Centro Pavone è un centro di documentazione, studio e ricerca dedicato all’analisi della criminalità organizzata in Veneto.

Ha sede in uno spazio messo a disposizione dal Comune di Dolo, lungo la Riviera del Brenta, e opera con l’obiettivo di offrire strumenti conoscitivi rigorosi, accessibili e aggiornati su un fenomeno complesso e in continua trasformazione.

2020
anno di nascita

Il focus

Ambiti di ricerca

Le attività di ricerca del Centro Pavone si concentrano su alcuni ambiti prioritari, scelti per la loro rilevanza storica, sociale ed economica nel contesto veneto.
L’obiettivo è analizzare la criminalità organizzata come fenomeno dinamico, radicato nei territori e capace di adattarsi ai cambiamenti economici, istituzionali e sociali, integrando prospettive storiche e analisi del presente.

La mafia del Brenta nel suo contesto storico e i suoi risvolti

Un primo ambito di lavoro è dedicato allo studio della mafia del Brenta, l’organizzazione guidata da Felice Maniero.


Si tratta di un fenomeno che ha segnato in modo profondo la storia del Veneto tra gli anni Ottanta e Novanta e che, nonostante l’ampia produzione scientifica e giornalistica, resta oggi poco conosciuto nel territorio in cui si è sviluppato.

Il Centro Pavone intende contribuire alla conservazione della memoria e alla comprensione critica di questa esperienza, valorizzando documenti, studi e fonti utili a una lettura storica consapevole.

La criminalità organizzata nel Veneto contemporaneo

Il secondo ambito di ricerca su cui si focalizza il Centro Pavone riguarda la presenza e l’attività della criminalità organizzata nel Veneto degli ultimi anni, con particolare attenzione agli investimenti nell’economia legale.

Settori come edilizia, rifiuti, infrastrutture e logistica rappresentano contesti nei quali si sviluppano dinamiche di interazione con il tessuto imprenditoriale locale.

Analizzare modalità, processi e trasformazioni di queste forme di presenza è uno degli obiettivi centrali del Centro, partendo da studi scientifici fino al lavoro sul campo.

I rapporti tra criminalità organizzata, istituzioni e società

Un ulteriore ambito di ricerca è dedicato allo studio delle relazioni tra criminalità organizzata, istituzioni e contesto sociale.
Il Centro Pavone analizza il ruolo delle amministrazioni pubbliche, dei sistemi di controllo, della normativa e delle politiche di prevenzione, così come le forme di adattamento, tolleranza o rimozione del fenomeno mafioso a livello locale.

Questo ambito include l’analisi del discorso pubblico, dei processi decisionali e delle risposte istituzionali, con l’obiettivo di comprendere come la criminalità organizzata incida sulla qualità della democrazia e sulla fiducia nelle istituzioni.

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L'obiettivo

Il Centro Pavone nasce per contribuire alla conoscenza pubblica e scientifica della criminalità organizzata, promuovendo un approccio fondato su dati, analisi e ricerca.

In particolare, il Centro si propone di:

- offrire un quadro aggiornato e approfondito delle manifestazioni della criminalità organizzata in Veneto;

- qualificare il dibattito pubblico attraverso informazioni verificate e analisi rigorose;

- documentare i cambiamenti in atto, i settori economici coinvolti e le modalità operative emergenti;

- promuovere attività di ricerca in collaborazione con università e centri di studio.

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  • cosa facciamo

02. Ricerca e analisi

Ricerca e analisi

01.Documentazione

Documentazione

03.Formazione e divulgazione

Formazione e divulgazione

04.I podcast

I podcast

Il ritrovamento

La cassaforte

All'ingresso del Centro Pavone è presente una cassaforte. È stata trovata nel 2023 nel Brenta e rappresenta ora un simbolo di come un frutto della malavita possa trasformarsi in qualcosa che contiene cultura.

Le cassaforti ritrovate nel fiume Brenta erano due, una è ora presente all'ingresso del Centro Pavone, l'altra è nel Comune di Mira con cui il Centro Pavone ha creato un podcast sulla Mafia del Brenta. Si intitola: Da Banditi a mafiosi, la storia della Mala del brenta vista dalla parte di chi l'ha combattuta.

Il magistrato

Francesco Saverio Pavone

Francesco Saverio Pavone è stato un magistrato tra i più autorevoli nello studio e nel contrasto alla criminalità organizzata nel Nord Est. Scomparso a Mestre il 16 marzo 2020, proprio pochi giorni dopo l'inaugurazione dell'allora Centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata del Veneto, da lui fortemente voluto, Pavone ha legato una parte centrale della sua attività giudiziaria alle indagini sulla Mala del Brenta, contribuendo in modo decisivo a far emergere la presenza e le modalità operative delle organizzazioni criminali in Veneto, in un contesto che a lungo aveva faticato a riconoscerne l’esistenza.

La sua esperienza non si è limitata all’attività investigativa e giudiziaria: Pavone ha sempre affiancato all’azione repressiva un forte impegno culturale e civile, convinto che la conoscenza fosse uno degli strumenti più efficaci per contrastare il radicamento delle mafie. Per questo aveva aderito al comitato scientifico del Centro di documentazione e d’inchiesta sulla criminalità organizzata del Veneto, inaugurato a Dolo il 17 febbraio, condividendone l’impostazione di ricerca, studio e divulgazione rigorosa.

La sua scomparsa ha rappresentato una perdita profonda non solo sul piano umano, ma anche per l’intera comunità civile e istituzionale. Come ha ricordato Maurizio Dianese, presidente del Centro, Pavone è stato «un magistrato di grande valore» e «una fonte di conoscenza fondamentale sulle mafie nel Nord Est», un protagonista della battaglia per l’affermazione della legalità e della giustizia.

IL PREMIO DI LAUREA

Un premio per la miglior tesi

Il Centro Pavone, in collaborazione con il Consiglio regionale del Veneto ha bandito la Terza edizione del concorso per l’assegnazione di un premio per una tesi di laura magistrale, di master o di dottorato in memoria del magistrato Francesco Saverio Pavone.

La partecipazione è gratuita, la scadenza per l’invio della documentazione e tutte le informazioni si trovano nel sito del Consiglio regionale del Veneto.

Il monte-premi consiste in una somma pari ad euro 5.000 al lordo delle ritenute fiscali previste per legge, che può essere attribuito ad un solo vincitore oppure, in caso di più classificati meritevoli, di attribuire un primo premio di almeno euro 3.000 (al lordo delle ritenute fiscali previste per legge) al primo classificato e di attribuire la somma restante in parti uguali a uno o più secondi classificati a pari merito.

La cerimonia di assegnazione del premio avverrà a Venezia, Palazzo Ferro-Fini, presso la sede del Consiglio Regionale del Veneto.

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